IL DESERTO DEI TARTARI

10,54 – Cosa facessero i Tartari non è una cosa che mi riguarda e questo non perchè sono menefreghista. Semplicemente sono troppo distanti da me nel tempo e nello spazio.
Il deserto vero è quello che ci costruiamo intorno da soli ed è fratello  di quello che gentilmente creano, a nostro beneficio, presunti amici che prima ci corteggiano, ci adulano, in un certo qual senso ci fanno illudere che si può condividere tempo e affetto e che poi… pluff, svaniscono come neve al sole.
Anch’io ho il mio deserto, in parte costruito in proprio e in parte regalatomi da altri. Stamani, però, è venuto qualcuno a riempirne un piccolo spazio. Mio marito è sceso a prendere della legna ed ha lasciato per qualche minuto il portone aperto. Beh, da un sonoro respiro ci siamo accorti che una micina di strada era salita in casa e stava bella comoda a fare le fusa sul divano.
Che fare? la cacciamo o la teniamo? Fuori fa un freddo cane. Temo che non avremo sufficiente coraggio per sfrattarla. Finchè farà freddo la terremo, ma poi? Beh, si vedrà.

Ore 14,16 – Bene bene, il dilemma si è già sciolto. La micia ha fatto un pisolino,  è scesa dal divano, ha bevuto latte tiepido e poi si è seduta davanti alla porta, reclamando la sua libertà. Ciao micia, alla prossima visita!

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