RESPIRANDO

Donna che scrive una lettera – Wikipedia // // // //

Donna che scrive una lettera

L’odore di olio e trementina saturava la stanza, ma non mi importava. Poco più che adolescente mi perdevo dietro ai colori e, mentre le mani eseguivano la loro danza sulla tela, la mente volava.
Pensavo ai volti stanchi di mio padre e di mia madre, che la sera si ritiravano a casa curvi sotto il peso della giornata trascorsa, ai silenzi a tavola, alle essenziali parole scambiate, scarse e senza forza come il loro sentimento.
Dipingevano le mie mani ed io sognavo un futuro in cui i volti intorno a me apparivano sorridenti e rilassati, le parole meno brusche e le carezze non erano un evento.
Studiavo quasi con rabbia a sedici anni, una rabbia che voleva farmi uscire da un mondo chiuso e senza speranza, studiavo per capire come cambiare la mia vita e allontanarmi da un ambiente che consideravo una prigione.
China sui libri studiavo e sognavo di fronte alle tele.
Coerente con i miei progetti sono andata lontano.
Milano mi ha accolta tra le sue braccia di nebbia, mi ha dato un impiego e denaro, una casa tutta mia e l’orgoglio dell’autosufficienza. Poi gli anni hanno cominciato la loro frenetica corsa; rari i sogni, i colori e le tele, mentre la schiena cominciava a curvarsi sulla scrivania alla quale lavoravo ormai da anni.
Con curiosità ho continuato a studiare ogni giorno, l’ho fatto per non disperdere ciò che avevo appreso e con l’urgenza di chi sente scorrere tra le sue dita, insieme agli anni, informazioni che teme di non riuscire a possedere.
Mi sono illusa di cambiare qualcosa intorno a me, parlando di onestà e collaborazione e l’ho fatto mentre la mia Patria piegava umiliata le ginocchia e il potere derideva i miei sogni.
Passati i sessanta guardo vecchie tele appese alle pareti e non mi arrendo. La forza fisica è scemata e i compiti che mi assegno sono ogni giorno meno pesanti, ma c’è un esercizio quotidiano al quale non mi sottraggo: trasferire storie e pensieri su “file” che difficilmente rileggerò, perché la mente guarda avanti e non vuole perdersi nel passato, fosse anche nell’istante precedente.
Scrivo con intima sofferenza di un mondo violento che scarica le sue frustrazioni colpendo a morte i deboli. Nonostante ciò un sogno m’è rimasto: donna è la speranza e donna è la tenacia.
Un mondo al femminile ci salverà.

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1 Commento

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Una risposta a “RESPIRANDO

  1. Conoscevo questo racconto e sono felice che tu lo abbia inserito, facendocene dono. La delicatezza che ti caratterizza nel descrivere sofferenza, repressione e rabbia sigilla il tuo talento nel momento in cui i tuoi pensieri si trasferiscono sulla carta. Sei forte, Amica mia!

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