Archivi del mese: ottobre 2015

GIOCANO I GIORNI…

calendario

Giocano i giorni del calendario su una giostra infinita, nient’altro sono che minuscoli frammenti di tempo il cui passaggio è segnato dalle azioni degli uomini.

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UFFICIO POSTALE del PAESELLO

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Cerco sempre di mantenere uno stato d’animo “pacioso”, ma, a volte, tra riflessioni e pensieri più o meno profondi… scatta la volgarissima e poco filosofica “incazzatura”.
Mi urge la Postpay, mi urge e basta, nient’altro da dire. Vado all’ufficio postale di Grotte alle 11:00 e mi metto in coda. Finalmente, alle12:27 è il mio turno. Mi avvicino allo sportello e dico all’impiegata:
“Vorrei una postepay
Risatina ironica e faccia di compatimento, la matura fanciulla indica le persone in fila e mi risponde sarcastica:
“Visto che ora è? Oggi proprio no!”
Insisto, ma ricevo la stessa risposta data con lo stesso tono sarcastico e con la stessa espressione di prima.
La pressione mi si alza leggermente, parole poco simpatiche mi si affollano tra i denti, ma mi controllo e, dopo averle ribattuto che avevo aspettato un’ora e mezza per essere servita come di diritto e non per sentire quella risposta, con un saluto di congedo che implicava un vaff… me ne sono andata.
Non mi piacciono le piazzate, avrei potuto chiamare i Carabinieri e far valere il mio diritto di essere servita, avrei potuto chiamare l’ufficio centrale di VT e denunciare il fatto. La mente mi ha suggerito molte cose e forse ho fatto male a non farle; … vero, forse ho fatto male, perché sulle persone rinunciatarie come me prospera la cattiva creanza e l’ignavia di certe persone preposte ai pubblici servizi. Grazie Ufficio Postale di Grotte S. St.!
Occhio però, la prossima non la lascerò passare liscia.

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COME ERAVAMO

antenati

Nelle famiglie i cui ascendenti sono stati nobili e onorati e i discendenti molto impoveriti e mortificati, resiste l’orgoglio atavico al quale si è aggiunto lo svilupparsi dell’istinto di sopravvivenza.
Con orgoglio e… niente in tasca, voglio parlare dei miei avi.
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(Da parte del nonno paterno) Degli Sganappa niente si sa, né chi erano né da dove siano venuti, ma c’erano, altrimenti io non ci sarei. Un grazie di cuore al mio illustre sconosciuto progenitore, senz’altro umile e senz’altro galantuomo, certo non era un eroe, altrimenti ci sarebbero state pagine e pagine sul suo conto, ma neanche brigante, sarebbe accaduta la stessa cosa. Me lo immagino vivere in pace e in estrema semplicità e ciò mi piace.
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(Da parte della nonna paterna) I Baffo furono una nobile casata veneziana ascritta al patriziato.Originari di Parma, passarono poi a Mestre e infine a Venezia nell’827Si distinsero particolarmente per i loro favori nei confronti del clero: ad esempio, eressero la chiesa di San Secondo, sull’omonima isola, e la Chiesa della Maddalena. La tradizione afferma che, nei pressi di quest’ultima, sorgesse un loro fortilizio.
Riguardo alla loro iscrizione nel Libro d’Oro, secondo alcuni erano già presenti nel Maggior Consiglio già prima della Serrata del 1297. La discendenza di questo casato sarebbe già documentata sin dal XII secolo; secondo altri[2] sarebbero stati creati patrizi nel 1310 assieme a quei nobili distintisi durante la Guerra con Genova o la congiura del Tiepolo. Personaggi illustri della famiglia:
Franceschina Baffo (XVI secolo), poetessa,

Lodovico Baffo (XVII secolo), sopracomito di galera, impegnato a Candia e nei Dardanelli,
Giorgio Baffo (1694-1768), poeta e politico veneziano
Non è chiaro se alla famiglia appartenesse anche Cecilia Baffo (nata in realtà da un Venier) che, con il nome di Nûr Bânû, fu la favorita del sultano Selim II e madre di Murad III.
Si dice che la famiglia si sia estinta con la morte della figlia di Giorgio Baffo, ma, in verità un ramo dei Baffo, a fine 600, si trasferì a Orvieto e un altro Giorgio Baffo conserva stemma e cimeli della famiglia. La mia nonna paterna era di quella stirpe. Mi sarà giunto qualcosa di loro e del loto modo di essere e di pensare? Chissà…
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A un altro ramo della mia famiglia è andata così.
(Nonno materno-avi)I Che dire dell’antenato Nicola Fiani?
Cliccare su— un-medaglione-su-Nicola-Fiani
In me e in quelli che come me hanno ancora una goccia del suo sangue, cosa è rimasto di tanta determinazione e coraggio? Certo è che gli è stato intitolato un Liceo, ma noi discendenti? Ricchi solo del senso della giustizia, dell’onore, e non reputando ciò poca cosa, lo ringrazio.
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(Avi nonna materna) I Bordino. E’ il ramo della mia famiglia di origine abruzzese, discende da Roberto Bordino possessore nei secoli alto-medioevali di CASTRUM SANCTI SALVATORIS, che da lui ha preso il nome di Casal Bordino. Anche questo ramo ha perso lignaggio e beni… ma ha conservato con onore il nome.

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DAL PAESELLO

Il cielo è nero, le luci fioche illuminano una strada deserta e poche sono le macchine che, frusciando, scivolano sull’asfalto umido.
Una grondaia difettosa, ancora piena della pioggia del giorno, si libera del suo contenuto goccia a goccia, con un toc… toc… toc sulla lamiera del discendente.
Tapparelle e persiane sono in gran parte chiuse, ma, qua e là, qualche finestra rilascia del chiarore, testimonianza di altre presenzeazz .
Mi piace pensare che dietro a quelle luci ci siano armonia e tenerezza.
Buon fine settimana a tutti. ❤

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OLTRE IL PAESELLO

arcobaleno

Che poi… che poi… ogni sera capita di ripensare ai momenti più salienti della giornata: alle cose fatte, ai problemi risolti e a quelli che abbiamo rimandato a domani, alle persone incontrate, ai momenti sgradevoli e a quelli che ci hanno lasciato un’impronta calda nel cuore.
Stamani ho incontrato una signora mai vista prima, gentile, disponibile, sorridente, ma, parlando, ho notato che, mentre a sua bocca rideva, aveva gli occhi colmi di una tristezza che mi ha toccato il cuore. Non ho resistito, ho chiesto se potevo abbracciarla e, tenendola stretta, ho sentito uno scricciolo spaventato che chiedeva aiuto e che mi ha commossa. Non sono curiosa di sapere la causa di tanta sofferenza, le appartiene, spero solo di averle trasmesso un po’ del mio amore per la vita e la speranza; quella speranza che mi accompagna ogni attimo e che mi permette di sorridere, anche con gli occhi, nei momenti difficili.
Buona vita amica di un momento e buona vita a tutti voi che leggete, la felicità ha breve durata, ma anche la tristezza non è eterna.

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